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L’importanza delle dimensioni del benessere per i cittadini


Il progetto per misurare il benessere equo e sostenibile – nato da un’iniziativa congiunta del Cnel e dell’Istat – si inquadra nel vivace dibattito internazionale sul cosiddetto “superamento del Pil”, stimolato dalla diffusa convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale e ambientale, corredati da misure di diseguaglianza e sostenibilità.

Questo sito offre strumenti d’informazione sul progetto e consente a cittadini, istituzioni, centri di ricerca, associazioni, imprese di contribuire a definire “che cosa conta davvero per l'Italia”.



L'Istat ha chiesto a un campione di 45 mila persone residenti in Italia di fornire un punteggio da 0 a 10 ad una lista di 15 condizioni che corrispondono ad altrettante dimensioni del benessere.

Per i cittadini gli aspetti rilevati sono tutti importanti e contribuiscono quasi in egual modo al benessere del Paese. I giudizi sono stati espressi in modo omogeneo dagli intervistati con pochissime differenze di genere, età, titolo di studio e territorio.

Ogni dimensione ha ricevuto punteggi elevati: il valore medio varia tra 9,7 dell'essere in buona salute e il 7,1 del partecipare alla vita della comunità.

Essere in buona salute è la condizione più importante per il benessere individuale. Ben il 79,9% delle persone di 14 anni e più dà a questa dimensione punteggio 10.

Al secondo posto la possibilità di assicurare un futuro ai figli (voto medio: 9,3; 66,1% di 10). Per i cittadini è molto importante assicurare alle generazioni future un livello di benessere equivalente al nostro. Rilevante è anche la preoccupazione per le condizioni dell'ambiente (voto medio: 8,9). Queste due dimensioni rimandano al problema della sostenibilità economico-finanziaria, ambientale e sociale dell'attuale stile di vita.

Al terzo e quarto posto si situano due dimensioni correlate: avere un lavoro dignitoso (9,2) e avere un reddito adeguato (9,1) con rispettivamente il 59,5% e il 56% di 10.



Contemporaneamente alla diffusione di qusti dati, il presidente del Cnel, Antonio Marzano, e il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, hanno presentano le 12 dimensioni del benessere scaturite dai lavori del Comitato di indirizzo incaricato di sviluppare una definizione condivisa del progresso e del benessere della società italiana.

Su queste 12 dimensioni, i cosiddetti "domini" si apre oggi una fase di consultazione pubblica aperta agli esperti, alla società civile e ai singoli cittadini. L'obiettivo è di raccogliere contributi sulla natura e sull'importanza delle dimensioni del benessere rilevanti per la società italiana.


A tal fine è on line il sito www.misuredelbenessere.it, lo strumento che consentirà a tutti i cittadini interessati di pronunciarsi sulla selezione e sull’importanza delle 12 dimensioni della qualità della vita proposte nell’ambito del progetto Bes, Benessere equo e sostenibile, promosso da Cnel e Istat. Il sito offre un’ampia documentazione sul progetto, un questionario e un blog per esprimere la propria opinione. Da questo lavoro entro il 2012 nascerà il primo rapporto complessivo sulla qualità della vita in Italia.